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Dermatologia

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Crioterapia

Nel nostro centro polispecialistico sono disponibili i più innovativi trattamenti dermatologici. La crioterapia dermatologica, metodica da tempo impiegata per il trattamento di varie tipologie di affezioni cutanee, agisce  sfruttando il principio del congelamento.

 

Per gli interventi di crioterapia dermatologica si ricorre solitamente all’azoto liquido, agente criogeno di notevole impatto, in grado di raggiungere i -196 °C; ben si comprende, quindi, perché l’utilizzo degli strumenti che sfruttano questa sostanza sia di stretta competenza di personale medico specializzato.

 

La tecnica, in sé, è piuttosto semplice:  l’azoto liquido, applicato sulla lesione cutanea da trattare, determina una vera e propria ustione da congelamento, causando la morte delle cellule per shock termico.

Le lesioni cutanee che possono essere trattate con la crioterapia dermatologica sono:

 

condilomi acuminati

discheratosi

fibromi penduli di piccole dimensioni

lentigo

lesioni acneiche

cheloidi

verruche

cheratosi (varie forme)

 

La crioterapia dermatologica è controindicata nei bambini di età inferiore ai 6 anni, nei soggetti con ipersensibilità al freddo e in pazienti affetti da arteriopatie e malattia di Raynaud.

 

Gli eventuali e più significativi effetti collaterali dovuti alla crioterapia posso essere: l’arrossamento della zona trattata e il gonfiore. Si tratta comunque di manifestazioni transitorie, che hanno una durata di poche ore. In alcuni casi potrebbero comparire delle piccole bollicine sierose o siero-ematiche.

 

Dopo una seduta di crioterapia dermatologica è opportuno applicare una crema antibiotica; le applicazioni dovranno essere effettuate per 5 o 6 giorni.

 

La crioterapia dermatologica può essere effettuata tramite varie metodiche: la Tecnica Dipstick e la Tecnica Spray 

 

A) Nella crioterapia dipstick o con bastoncino, si usa un bastoncino sulla cui estremità si trova un piccolo batuffolo di cotone imbevuto di azoto liquido; è una tecnica meno precisa della precedente e, teoricamente, è maggiore il rischio di infezione.

 

B) La crioterapia spray o a spruzzo è probabilmente la tecnica di più frequente utilizzo; l’affezione cutanea viene trattata tramite uno spruzzo di azoto liquido emesso a distanza ravvicinata. È una tecnica molto precisa e il rischio di infezione è praticamente nullo.

 

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Dermaview

La tecnica Dermaview è un videodermatoscopio digitale che consente di effettuare accuratissime mappature dei nei, tutto grazie ad una piccola videocamera collegata ad un computer e un sofisticato software interno. 

 

L'immagine clinica e dermatoscopica del neo che viene rivelata attraverso questo dispostivo è di altissima qualità, cosa fondamentale per una corretta esecuzione della tecnica.

 

Il software interno, invece, permette di gestire tutti i dati del paziente e di registrare di volta in volta immagini rilevate in una cartella personalizzata, così da poterle confrontare con eventuali controlli successivi. 

 

Per noi del Centro Med Laser Service la qualità della prevenzione è importantissima, perchè sappiamo bene che una diagnosi precisa e tempestiva può davvero salvare una vita.

 

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Tecniche laser

LASER ALESSANDRITE

Il laser ad Alessandrite emette una radiazione di lunghezza d’onda pari a 755nm, ottimale per l’epilazione progressiva. Il principio impiegato è quello della selettività termocinetica, in grado di colpire le concentrazioni di melanina del pelo senza ledere i tessuti circostanti.

 

Le fasi del pelo sono 3:

 

Anagen

Catagen

Telogen

 

Lo scopo è quello di colpire il pelo in fase anagen, la prima fase di nascita, quando è ancora ben ancorato al bulbo. Questa fase si verifica ogni 23 / 28 giorni.

 

Nella fase catagen il pelo è in procinto di staccarsi dal bulbo: in questo stadio il laser colpirà quest’ultimo solo in maniera tangenziale.  Nella fase Telogen, infine, il pelo si è ormai staccato dal bulbo, quindi il laser colpirà il pelo ma non arriverà al bulbo. È indicato per ogni tipo di superficie dalle più piccole alle più grandi,

 

L’ Alessandrite funziona in modalità pulsata. È necessario che ogni impulso emesso abbia almeno 10-12mm di diametro, per garantire il raggiungimento alla profondità dei follicoli, e che la durata degli impulsi sia variabile, per essere adattata alla tipologia di peli da trattare. Ogni seduta ha una durata differente, in base all’area trattata. Il protocollo prevede una seduta mensile per i primi mesi di trattamento e tempi più lunghi per le successive.

Si impiega in abbinamento ad un sistema di raffreddamento cutaneo, per prevenire danni collaterali dovuti al calore ed aumentare la tollerabilità del trattamento.

 

LASER ERBIUM

 

Il laser erbium 2940 è indicato per tutti i pazienti desiderosi di ritrovare la bellezza della cute, che piccole rughe e macchie solari hanno danneggiato.  L’apparecchiatura emana un raggio laser con una lunghezza d’onda di 2,940 nanometri che agisce sugli strati superficiali della pelle, correggendo le imperfezioni  attraverso un processo di vaporizzazione. L’efficacia del trattamento deriva dal fatto che il raggio è ben assorbito dall’acqua ed essendo il corpo umano costituito da quest’ultima per circa 80%, l’impulso laser può svolgere in maniera soddisfacente la sua funzione.

 

E’ indicato soprattutto per i trattamenti di verruche, cheratosi seborroiche, fibromi, cicatrici da acne e resurfacing, rinnovando il tessuto epidermico e rendendolo più compatto.

Una settimana prima del trattamento bisogna evitare l’esposizione al sole, e nel periodo post trattamento, è indispensabile applicare una pomata antibiotica e proteggere la pelle con filtri protettivi.

 

Il rossore scompare nel giro di alcune settimane.

 

LASER Q-SWITCHED

Il Laser Q-switched viene utilizzato per l’eliminazione delle macchie della pelle e dei tatuaggi.

 

Sfrutta il potere della foto termolisi selettiva per eliminare lesioni cutanee più o meno profonde. Questo  laser ha la possibilità di generare fasci di luce con lunghezze d’onda diverse (una a 1064nm e l’altra a 532nm) ad azione selettiva, in grado di eliminare i pigmenti di una frazione circoscritta del derma senza danneggiare le zone circostanti in seguito alla produzione di calore.

 

Nel caso della rimozione di tatuaggi, il laser Rubino Q-switched agisce molto bene su tatuaggi scuri, come quelli neri o blu. L’efficacia si riduce, invece, su pigmenti colorati, come rosso e giallo.

 

Dopo il trattamento il medico prescriverà una pomata antibiotica/anti infiammatoria per i giorni successivi. Gli effetti del trattamento laser consistono in uno sbiancamento del tatuaggio. Nell’arco di 15 giorni si ottiene la totale guarigione, senza che rimangano sulla pelle delle cicatrici.

 

Per il primo periodo è fondamentale non esporsi ai raggi solari o ai raggi UV e proteggere la pelle con filtri solari a schermo totale, in modo da scongiurare un’iperpigmentazione cutanea.

 

Le sedute vengono ripetute a cadenza mensile, e il numero delle stesse dipende da più fattori:

 

Il tipo di inchiostro utilizzato

La  profondità raggiunta dal tatuatore

La risposta dell’organismo del paziente.

 

A differenza delle metodiche precedenti, i vantaggi della cancellazione dei tatuaggi con il laser sono rappresentati da una minor invasività del trattamento, dalla mancata comparsa di cicatrici, da brevi tempi di recupero e dall’assenza di anestesia.

 

IL LASER ND-YAG 1064

 

Il laser Nd-Yag 1064 è utilizzato per trattamenti vascolari, quali: teleangectasie degli arti inferiori, capillari esposti, couperose e angiomi.

 

Nel caso delle teleangectasie, il calore prodotto dalla strumentazione è in grado di agire sui piccoli vasi sanguigni, causandone la chiusura e la scomparsa, senza danneggiare in alcun modo il derma.

 

Il post trattamento richiede l’utilizzo di calze contenitive per almeno 7, 10 giorni. In caso di angiomi o piccoli capillari una seduta è sufficiente alla risoluzione dell’inestetismo anche se, a volte, ne occorre una seconda.

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Peeling chimico

Il peeling chimico è un trattamento estetico che stimola l’esfoliazione ed il conseguente ricambio della pelle, attraverso l’applicazione di una sostanza chimica sull’epidermide.

 

Il peeling chimico agisce sulla pelle attraverso l’azione di vari meccanismi. Il suo impiego stimola la rigenerazione (turnover) cellulare, rimuovendo ed esfoliando le cellule morte dello strato corneo, e provoca una vera e propria accelerazione del ricambio cellulare, che avviene già naturalmente nel derma.

 

Il trattamento elimina le cellule della pelle danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche normali. Viene prodotta, inoltre, un’infiammazione che attiva la produzione di collagene ed elastina (rivitalizzazione e ringiovanimento del derma mediante stimolazione dei fibroblasti con formazione di collagene autologo).

 

I peeling possono essere classificati e suddivisi a seconda del tipo di sostanza chimica contenuta, oppure in relazione alla profondità raggiunta nella pelle.

 

In base alla profondità d’azione nel derma distinguiamo quindi:

 

Peeling molto superficiali

Peeling superficiali

Peeling medio-profondi

Peeling profondi

 

Il peeling molto superficiale rimuove soltanto lo strato della pelle più esterno e si esegue con applicazione di soluzioni di acido mandelico e/o glicolico in combinazione, a concentrazioni variabili tra il 50% e il 70%.

 

Il peeling superficiale è indicato per: acne, cicatrici da acne, esiti cicatriziali, iperpigmentazioni quali lentiggini solari e melasma, rughe superficiali delle guance e del contorno occhi.

 

I peeling profondi e molto profondi sono di difficile gestione: la pelle in necrosi diventa scura, il dolore è intenso e la possibilità di esiti cicatriziali e di infezioni aumenta in modo esponenziale.

 

Il numero delle sedute e il tempo che intercorre tra un trattamento e l’altro varia a seconda del tipo di inestetismo su cui si desidera intervenire.

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Plexr

La chirurgia non ablativa è una tecnica di chirurgia dermatologica semplificata, praticata attraverso il plexr, strumento che consente di far sublimare i tessuti trattati.

 

Questa metodica nasce dalla necessità di intervenire su patologie e inestetismi, quando l’utilizzo di laser o del radiobisturi risulta inadeguato o difficoltoso.

 

L’ elettrochirurgia non ablativa ionizza i gas presenti nell’atmosfera del GAP, ossia lo spazio interposto tra lo strato detto “SPRAYEN” e il tessuto da trattare, generando il plasma. Alla generazione del plasma consegue una vera e propria sublimazione del tessuto trattato.

 

La scelta di questo trattamento è dovuta al fatto che non è invasiva, permette il raggiungimento di risultati naturali, non richiede anestesia, ha rapidi tempi di guarigione ed è sicura.

 

In base alla quantità di fiamme che sono in grado di generare, i manipoli utilizzabili sono 3:

 

Mini

Midi

Maxi

 

Al posto del tessuto sublimato resta una crosticina che cadrà da sola a distanza di 7, 10 giorni.

Bisogna applicare una crema antibiotica nel primo periodo post trattamento. Le crosticine non devono essere rimosse, per evitare iper o ipopigmentazioni, ma è necessario attendere che cadano da sole, per poi proteggere l’area interessata con uno schermo solare totale.

 

Gli inestetismi trattabili con questa metodica sono:

 

Cheratosi seborroiche, cicatrici da acne, acne attiva, xantelasmi, verruche, cheloidi, fibromi, blefarocorrezione ablativa, leefting del collo.

 

Per il trattamento di verruche, cheloidi, xantelasmi, fibromi e cheratosi basta sottoporsi a una sola seduta. Per blefarocorrezione e lifting del viso e del collo ne occorrono, invece, almeno 3. Contatta il centro per saperne di più sui trattamenti dermatologici.